venerdì 10 dicembre 2010

Tra le molte cose che può fare il cliente per mandarmi in bestia quella che si verifica più di frequente è seguirmi mentre vado alla ricerca di un libro. Una copia, un anno che è in giro, non è a scaffale, non si trova. E dietro di me un idiota che pensando di essere simpatico commenta:
- Ma non sono in ordine? Ma come fate a trovarli? Io diventerei matto!
Ricapitolando: il libro non si trova, il cliente mi guarda ammirato (vedrai come sarai contento quando te ne andrai senza libro) e il capo, da lontano, sta visibilmente perdendo la pazienza. Cosa può succedere ancora?
In psicologia deve esserci un nome per descrivere questo comportamento umano. Il cliente che guarda insistentemente il libraio cercare, finisce col ripetere mentalmente la stessa azione finché questo tipo di gratificazione diventa insufficiente. E fa il bel gesto:
- La posso aiutare?
Se rispondi «No perché non sei capace» rischi la figura del pirla ancora prima di arrenderti all'evidenza che il libro non c'è. Infatti nemmeno tu troverai il libro. Se rispodi «Prego, faccia pure» puoi star sicuro che il libro salterà fuori esattamente dove avrebbe dovuto essere, solo che non sarai tu a trovarlo.
Ed anche in questo caso prendi e porta a casa.

2 commenti:

filoglotta ha detto...

A volte noi clienti siamo proprio dei deficiente, eh :)
Hai mai provato a dire con cortese nonchalance, stia pure qui, torno subito?
Oppure dovresti dare al cane-cliente, cliente-cane un ossetto da mordicchiare nella tua attesa...

lememoriediunlibraio ha detto...

Lasciare il cliente incustodito? Non sia mai. Sarebbe capace di fare la stessa richiesta a tutti i commessi che incontra visto che «ho chiesto a uno, ma non lo vedo più...»